sabato 25 giugno 2016

Oggi ripensavo ad un'altra attività proposta a bambini e ragazzini. Qualche anno fa mi sono dedicata al volontariato, collaborando con la Caritas di Vicenza ad un progetto di integrazione Rom e Sinti. Nella fattispecie mi occupavo, assieme ad altri ragazzi, di animazione in un campo Rom nelle campagne del vicentino. Trovai molto difficile coinvolgere questi bambini, abituati a scorrazzare liberi qua e là...appena giravo lo sguardo erano in cima ad un albero...i genitori erano a raccogliere ferro e quindi eravamo noi i responsabili..vi lascio immaginare l'ansia ogni volta che rischiavano di farsi male. Tuttavia ci stupivano sempre più: erano bambini che sapevano il fatto loro, abituati ad arrangiarsi e a trovare soluzioni per i problemi che si presentavano loro (tutto ciò con relativi pro e contro). Fu assai complicato insegnar loro giochi di gruppo, dal momento che erano riluttanti all'idea di sottostare ad alcune regole, ma quando si rendevano conto della necessità di queste ultime si leggeva l'entusiasmo nei loro occhi! Da buona musicista una sera decisi di portare con me una chitarra: l'indomani, grazie alla musica, riuscii a catturare il loro interesse! Bastò una chitarra, qualche canzone e loro iniziarono ad allontanarsi sempre meno dalle attività proposte. Questo mi caricò di energia e pensai così di costruire per loro una serie di strumenti con materiali riciclati (scatole di cartone
ed elastici per fare mini chitarrine, rotoli di carta igienica e riso per le maracas, piccoli tamburelli con cilindri e palloncini, ecc...). Avrei voluto farli costruire da loro, ma sarebbe stato un passo più lungo della gamba, infatti l'orchestrina che creai durò al massimo un'oretta: poco dopo chi riuscì si impossessò di uno strumento ed iniziò a correre in giro per il campo suonando e cantando..e quei poveri strumenti finirono rovinosamente a terra o spaccati a metà tanto se li contendevano!Beh..io ci ho provato, e penso di aver dato a quei bambini l'opportunità di scoprire la musica, ma non quella proveniente dalla radio bensì la musica che ciascuno di loro può, se guidato, produrre.




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