Costruendo questo DST ho familiarizzato con applicazioni e programmi che non conoscevo e che sicuramente sfrutterò nella mia prassi didattica per proporre in modo originale, ad esempio, alcune unità didattiche. Potrebbe essere interessante far lavorare i bambini alla costruzione di brevi sketch che narrino alcune loro opinioni, o constatazioni, in seguito a progetti (progetto affettività, progetto alimentazione,ecc..). Sicuramente è una strategia originale per affrontare la didattica, un'opportunità per imparare ad utilizzare in modo ragionato e critico le nuove tecnologie; i bambini, più sono incuriositi da qualcosa, più la trovano interessante e di conseguenza la assimilano. Credo che questo tipo di attività possa giocare il suo jolly proprio sull'incentivare la motivazione ad apprendere.
creATTIVAnd@
Idee e spunti per una scuola creATTIVA
domenica 10 luglio 2016
Durante il laboratorio di tecnologie dell'educazione, tenuto dalla professoressa Pacetti, abbiamo avuto modo di addentrarci negli usi didattici del Digital Story Telling. Abbiamo quindi costruito un nostro DST focalizzandoci sui vantaggi e sui limiti delle nuove tecnologie. A seguito dell'intervista della maestra Roberta, insegnante 2.0 presso una classe dell'Istituto comprensivo Perlasca di Ferrara, abbiamo concluso che le nuove tecnologie sono un supporto alla didattica, utili per favorire l'inclusione di tutti gli alunni, ma è importante che siano associate ad attività pratiche, manuali.
sabato 25 giugno 2016
Oggi ripensavo ad un'altra attività proposta a bambini e ragazzini. Qualche anno fa mi sono dedicata al volontariato, collaborando con la Caritas di Vicenza ad un progetto di integrazione Rom e Sinti. Nella fattispecie mi occupavo, assieme ad altri ragazzi, di animazione in un campo Rom nelle campagne del vicentino. Trovai molto difficile coinvolgere questi bambini, abituati a scorrazzare liberi qua e là...appena giravo lo sguardo erano in cima ad un albero...i genitori erano a raccogliere ferro e quindi eravamo noi i responsabili..vi lascio immaginare l'ansia ogni volta che rischiavano di farsi male. Tuttavia ci stupivano sempre più: erano bambini che sapevano il fatto loro, abituati ad arrangiarsi e a trovare soluzioni per i problemi che si presentavano loro (tutto ciò con relativi pro e contro). Fu assai complicato insegnar loro giochi di gruppo, dal momento che erano riluttanti all'idea di sottostare ad alcune regole, ma quando si rendevano conto della necessità di queste ultime si leggeva l'entusiasmo nei loro occhi! Da buona musicista una sera decisi di portare con me una chitarra: l'indomani, grazie alla musica, riuscii a catturare il loro interesse! Bastò una chitarra, qualche canzone e loro iniziarono ad allontanarsi sempre meno dalle attività proposte. Questo mi caricò di energia e pensai così di costruire per loro una serie di strumenti con materiali riciclati (scatole di cartone
ed elastici per fare mini chitarrine, rotoli di carta igienica e riso per le maracas, piccoli tamburelli con cilindri e palloncini, ecc...). Avrei voluto farli costruire da loro, ma sarebbe stato un passo più lungo della gamba, infatti l'orchestrina che creai durò al massimo un'oretta: poco dopo chi riuscì si impossessò di uno strumento ed iniziò a correre in giro per il campo suonando e cantando..e quei poveri strumenti finirono rovinosamente a terra o spaccati a metà tanto se li contendevano!Beh..io ci ho provato, e penso di aver dato a quei bambini l'opportunità di scoprire la musica, ma non quella proveniente dalla radio bensì la musica che ciascuno di loro può, se guidato, produrre.
mercoledì 22 giugno 2016
GIOCANDO CON I SUONI nella scuola dell'infanzia
Per i bambini della scuola dell'infanzia e primaria è importante sviluppare competenze espressive: ho pensato quindi di proporre, durante il tirocinio del terzo anno, un'attività di avvicinamento all'uso di strumenti musicali, partendo dall'uso di strumenti realizzati con materiali riciclati con i quali riprodurre suoni che si trovano in natura, come lo scoppiettio del fuoco o il rumore di un temporale. Per realizzare il suono del vento ho usato una centrifuga per l'insalata, per il suono del treno scuotevo a ritmo una scatola contenente fagioli, per la pioggia facevo loro battere le dita sul palmo della mano, per il mare ho usato un palloncino pieno di riso, per il fuoco ho fatt stropicciare un foglio di nylon, per la voce del capitano della nave facevo parlare attraverso un tubo di cartone. I bambini si sono rivelati entusiasti ed interessati all'attività, specialmente quando erano loro a dover "suonare" gli "strumenti". Abbiamo infine realizzat una sorta di orchestrina immaginando un temporale, una nave in mezzo al mare e un fuoco che può scaldare in caso di temporale. Dal momento che un bimbo di 3-4 anni riesce a distinguere un po' meglio l'agonica, il timbro e l'intensità, ho provato a far cambiare "ritmo" del temporale o del mare in tempesta e ho riscontrato un ottimo senso del ritmo, oltre che interesse per l'attività ed acquisizione di nuove competenze musicali
nessun +1
nessun commento
nessuna condivisione
Condiviso pubblicamente
domenica 19 giugno 2016
Credo che la creatività sia strettamente collegata con l'intelligenza. Creatività intesa come ingegno, flessibilità cognitiva, capacità di vedere le cose da un altro punto di vista e risolvere i problemi con strategie originali. Secondo molti autori, come Bruner e Piaget, ritengono che il gioco offra l'occasione di rinunciare alla razionalità aprendosi al fantastico e all'improbabile. Per questo motivo ho pensato di aprire questo blog di condivisione di spunti ed idee didattiche utili a noi insegnanti per promuovere nei bambini lo sviluppo della creatività, attraverso attività didattiche originali.
Iscriviti a:
Post (Atom)

